Nella nostra tradizione, nella notte dei morti le anime dei defunti tornano sulla terra, a visitare i propri cari. Niente di terribile e spaventoso, nessuno zombie si aggira nella notte per nutrirsi delle nostre carni, ma solo un momento di ricongiungimento con chi si è amato.
Infatti in molte regioni sopravvive l'abitudine di preparare del cibo e da bere per le anime in visita, in modo da prendersi cura di esse. Non rispondete che le anime dei morti non mangiano, avreste solo perso un'occasione per aprire il vostro cuore. Magari provate a preparare meno zucche intagliate e ad accendere un lume per i vostri cari defunti, potreste riscoprire una connessione, un filo che da voi attraversa il tempo e risale ai vostri antenati, a chi ha contribuito al vostro presente, in tutti i sensi, ed a chi vi ha voluto bene. Perchè noi, che lo accettiamo o no, non siamo essere staccati, separati da tutto e che "si sono fatti da sè", come spesso siamo portati a credere. Ma l'intreccio di mille influssi, problemi ed affetti di quanti ci hanno circondato, seguito o preceduto.
Potete rileggere gli articoli "La notte dei morti" [1] ed anche "Le fave dei morti" [2], per una ricetta tipica di questo periodo.