
La visione buddhista, secondo Alexandra David-Neel¹, può essere riassunta in due punti:
- tutti gli aggregati sono temporanei,
- tutte le cose sono prive di ego (atman: io o anima)².
Per spiegare chiaramente questo concetto, il buddhismo utilizza l'immagine del carro che è composto da molte parti (ruote, raggi delle ruote, mozzi, assali, pianale, ecc.), ma dov'è il carro in sè? Dove risiede la natura del carro?
Il carro è un aggregato temporaneo, privo di una natura propria: non appena scomposto nelle sue parti elementari esso non esiste più.
Anche le persone sono così. Aggregati temporanei di emozioni, pensieri, sensazioni e cellule, continuamente in cambiamento e trasformazione. Tutto in noi è in continuo mutamento, ma noi non ce ne accorgiamo o meglio, cerchiamo di evitare di accorgercene. Gli elementi costitutivi di ognuno di noi si incrociano e si fondono e danno l'impressione di un qualcosa di solido e duraturo. In realtà frasi come "non cambierò mai" non hanno molto senso.
Eppure siamo così attaccati a questa immagine provvisoria di noi da identificarci con essa totalmente. Questa identificazione è così forte che spesso ci impedisce di lasciare andare ricordi e schemi dolorosi perchè, come altri elementi, li crediamo a qualche livello costitutivi del nostro ego, del nostro esistere. La nostra forma fisica, i pensieri, gli schemi di comportamento, tutto questo pensiamo di essere e quindi il lasciare andare, il cambiamento, porta con sè l'idea di dissoluzione dell'ego.
¹ A. David-Neel, "Gli insegnamenti segreti delle sette buddiste tibetane, pag. 61.
² Questo concetto è spesso dimenticato da molti buddhisti che si comportano, nè più nè meno, come i seguaci di altre religioni che hanno dimenticati i concetti fondanti del proprio credo.