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Esperienza della serata con Shayk Hassan Dyck a Milano
Sufismo
Shayk Hassan DyckDopo molti giorni di attesa, la sera del 24 gennaio, finalmente è arrivato il momento del concerto dello Shayk Hassan Dyck a Milano.
Mi sono recato nel teatro di Milano che ospitava l'evento, dove alcune ragazze molto simpatiche e gentili mi hanno accolto, insieme alle altre persone che arrivavano, spiegandoci con un grande sorriso che il concerto sarebbe iniziato con una mezz'ora di ritardo.


Dopo una passeggiata ed un caffè, me ne sono tornato al teatro. Piano piano, le cento persone presenti (il teatro non può ospitarne di più, per regolamento) hanno iniziato a sistemarsi sul tappeto o sulle panche tutte intorno.
Shayk Hassan DyckQuando la sala si è riempita, lo Shayk ed i suoi accompagnatori e musicisti si sono sistemati anch'essi. Prima di iniziare a suonare, lo Shayk ha iniziato a raccontare del ritardo, causato da uno sciopero all'aereoporto in Germania. Per non perdere l'appuntamento con le persone che lo aspettavano, lui e gli altri nove dervisci hanno presa un'auto e traversato la Germania sino ad arrivare a Milano... con mezz'ora di ritardo!
Il modo di parlare, di esporre le proprie idee che quest'uomo ha è estremamente cordiale anzi, riesce a strappare un sorriso ad ogni istante ed a fare crescere l'interesse dei presenti (unica vittima il traduttore, che doveva fare miracoli per star dietro al vulcanico uomo).

Era la sera in cui si festeggiava il profeta Mohammed, il giovedì che precede il venerdì di festa musulmano, e il gruppo ha iniziato a suonare i propri pezzi, ispirati agli scritti ed alle poesie di Rumi, una delle figure più importanti del Sufismo. Una musica dolce, avvolgente, che riportava dentro di sé chi ascoltava, fin nel proprio cuore.

Dopo vari pezzi, intervallati dalle parole dello Shayk, ecco finalmente il momento tanto atteso (da me, perlomeno) del dhikr.
Il dhikr è un rituale mistico del sufismo islamico, che contempla la ripetizione dei nomi di Dio.

Shayk Hassan DyckInizia la musica, inizia la recita del "lā ilāha illā Allāh" (non c'è Dio se non Allah¹) e lentamente alcune persone incominciano ad unirsi al canto dei dervisci. Da lento, il canto prosegue, crescendo di intensità e di partecipazione, fino al momento in cui un derviscio danzante, seduto in un angolo, lascia cadere il suo manto nero, simbolo del mondo terreno, rivelando la sua veste bianca. Alzatosi, si inchina di fronte allo Shayk e inizia lentamente a roteare su se stesso, con le braccia in croce sul suo petto, fino ad aumentare la sua velocità ed aprire le braccia. La sua danza estatica continua a lungo, sul flusso di canti e di suoni che si mescolano alla danza, e ad un certo punto egli si ferma, racchiude le braccia e si inchina nuovamente.
Poi, mentre il canto prosegue, cambia, cresce, il danzatore, insieme ad un altro derviscio, inizia a spronare le persone in sala ad alzarsi, a partecipare con il corpo a questo dhikr. E le persone richiamate, una dopo l'altra si alzano, alcune timidamente, e si aprono al movimento che è ispirato dal canto che è una preghiera. Alcuni (musulmani) conoscono i movimenti, le parole che vengono recitate, la maggior parte dei presenti no, ma ascoltano, guardano e ripetono, ripetono col corpo e col cuore.
Poi i due dervisci iniziano a muoversi ritmando il respiro, si piegano in avanti e si rialzano, accompagnando il ritmo con le braccia e con la respirazione. Passano davanti alle persone e si uniscono al loro movimento. Con la coda dell'occhio vedo la sala: quasi tutti sono in piedi, ombre nella penombra che si piegano, si rialzano, ritmano il respiro.
Raggiunto l'acme, il dhikr inizia a rallentare ed a raccogliersi, le energie si calmano e scemano lentamente, fino a fermarsi.
Silenzio.

Gli sguardi si muovono, esplorano la sala e poi si posano sul cantore, lo Shayk Hassan Dyck, ancora seduto al centro del gruppo di musici. Dolcemente saluta le persone intervenute, invitando chi volesse porre delle domande a restare per un the. Saluto Fatima, che insieme alle altre persone ha permesso che la serata fosse possibile, e me ne torno a casa con un dono nel cuore...

 

Questo che vi posto non è un video della serata, ma di un dhikr dello Shayk, avvenuto in un'occasione diversa. Volevo darvi un po' l'idea del cosa avvenisse, anche se ogni esperienza è a sè.

 



Nota: ¹ Riecheggia il "non avrai altro Dio all'infuori di Dio".
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