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Operatore Olistico Trainer
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Counselor Olistico Trainer
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Esperienza personale di allievo Shiatsu
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massaggio shiatzuL'articolo I pericoli per l'operatore all'interno di una seduta olistica, mi è piaciuto molto, e personalmente mi ha dato delle risposte che da molto tempo, stavo cercando.

Questa la mia esperienza:

 



Non solo nel mondo del rebirthing "...capita di sentirsi dire che le conseguenze negative sono semplicemente il frutto di un atteggiamento mentale dell'operatore...", ma anche nel mondo dello shiatsu, che negli ultimi anni ho frequentato, per l'ottenimento del mio diploma di operatore professionale Shiatsu. Questo era essenzialmente l'approccio e l'unico suggerimento che veniva dato dagli insegnanti della scuola era di focalizzarsi sulla propria "centratura". Come forse alcuni di voi sapranno, nello shiatsu la centratura è una parte essenziale prima di affrontare un trattamento su un ricevente. Centratura su sé stessi, e sul proprio centro di energia personale "hara". Lo shiatsu non essendo una terapia olistica dove l'ascolto anziché verbale, passa attraversa il corpo del ricevente.

Ovviamente è intuibile che se se io devo mettermi in "contatto" e/o "sintonia" con questo corpo per favorire questo ascolto, può capitare di non ricevere solamente informazioni positive. Anzi. La maggior parte delle persone che per mia esperienza ricorrono a queste forme di trattamento, hanno delle problematiche che spesso sono inconsce e piuttosto profonde. Con lo shiatsu viene favorito il processo di portarle in superficie. Il tentativo è quello di favorire che la persona che riceve il trattamento riequilibri il suo livello energetico, prenda quindi coscienza che come detto nel "pensiero creativo" la nostra vita riflette tutto di noi, non solo la felicità ma anche l'infelicità. Io credo fermamente in questa cosa. E quindi credo come conseguenza che essere dei buoni operatori olistici sia una cosa davvero complessa, e che soprattutto espone l'operatore a dei "pericoli", come indicato nell'articolo.

Se oltre a suggerirmi di esser maggiormente "centrata", i miei insegnanti non avessero escluso a priopri quella che io oggi amo chiamare la mia personale sensibilità, probabilmente da quel mondo non mi sarei allontanata. E avrei continuato a studiare su questo, perché lo amavo molto.

Devo dire che non ho cercato di condividere queste mie "sensazioni" solo con qualche insegnante della scuola, ma anche con qualche altro collega. Trovando solo una persona che si era posta con interesse verso questo mio "dubbio". Io credo che l'assorbimento possa avvenire attraverso le mani, in modo molto forte, tanto quanto possa avvenire attraverso altri metodi quali il respiro, o la parola.

Prima della seduta, nel contatto con un ricevente ci è stato suggerito di non entrare mai con domande specifiche di carattere personale, ma di chiedere quali interventi chirugici questa persona avesse subito. E io mi sono sempre domandata, se questo era per ricondurci all'organo (cuore, fegato, pancreas, intestino, polmoni...) , e quindi agli aspetti psicologici legati a quell'organo, che avevano portato al suo successivo ammalarsi. Ma queste risposte non mi venivano date, mi veniva semplicemente banalizzato il discorso dicendomi che da questo potevo capire quale organo era più forte, rispetto ad un altro. Come se nel nostro corpo non tutti gli organi avessero indistintamente la stessa importanza per creare una perfetta armonia vitale.

Resto convinta che tutte le nostre patologie, sono date e create da noi stessi. Talvolta da aspetti così radicati nel nostro incoscio davvero difficili da vedere. Per essere, noi, come dicono in oriente, i migliori medici di noi stessi.

Sabina

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