Questo estratto, tratto da "Lettere di un maestro Sufi" del maestro Al-'Arabi ad-Darqawi, parla del cammino delle persone, del loro oscillare fra una scelta e l'altra, dello sperimentare infiniti percorsi senza avere mai la forza di sceglierne uno.
«Desidero che non vi disperdiate nel vostro amore, perchè questo v'impedirebbe di giungere al segreto, al bene, alla virtù e alla grazia. Vediamo che taluni si attaccano a una cosa o all'altra. Costoro sono simili a chi cerca l'acqua scavando qua e là: non la troverà e morrà di sete, mentre chi scava in un unico punto, confidando in Dio e rimettendosi a Lui, troverà l'acqua¹, ne berrà e ne farà bere agli altri, e Iddio ne sa infinitamente di più. I Sufi hanno detto: "bussa ad una sola porta, e molteplici porte si apriranno; sottomettiti ad un solo maestro, e la moltitudine si sottometterà a te". Chi è parimenti attratto dall'Oriente e dall'Occidente², viaggiando alternativamente verso l'uno o verso l'altro, chi è a volte sobrio, a volte vorace, s'allontana dalla meta; se l'avesse vicina, se fermerebbe e si placherebbe»
Nota: ¹ Una parabola simile è nei detti di Skri Râmakrishna.
² Si intendono gli aspetti di luce e di tenebra.
La traduzione dall'arabo è di T. Burckhardt, mentre la traduzione in italiano dal francese è di G. Jannaccone